Venezia non ti da’ modo di porti la domanda: ‘cosa ne penso di questa città?’
Venezia ti rapisce da subito.
Già l’apertura delle porte del treno alla Stazione ferroviaria Santa Lucia ti fa entrare nel respiro di questa città. All’uscita della stazione il sapore del mare. Ci vuole qualche giorno per abituarsi all’oscillazione, seppur minima, del suolo sotto i piedi. Siamo su un’isola. Questo post è un pensiero ed un bel ricordo di alcune delle persone che ho conosciuto durante la mia permanenza a Venezia in occasione della Biennale d’Arte del 2015. Sette mesi a lavorare per questo evento, a due passi da uno dei Teatri più belli del mondo ‘la Fenice’, sono quasi volati. Tornerò presto a parlare ancora di te, bella Laguna.
I miei incontri con persone provenienti da ogni parte del mondo sono stati spesso di breve durata, qualche battuta, ma utili per avere uno scambio con diverse culture, mentalità, sensibilità. E’ difficile ricordarsi di tutti.
Una persona che durante la permanenza a Venezia mi ha fatto compagnia, con il quale ho condiviso alcune colazioni e qualche pranzo è stato Luciano, il ‘gran ciambellano di corte’ come amo definirlo io. Un uomo di altri tempi, per i suoi modi gentili e garbati, il suo charme. Grande conoscitore del Teatro La Fenice, grande comunicatore.
Luciano
se ne è andato in silenzio alcuni mesi fa. Il Teatro la sua vera casa. Lì ci aveva lavorato tanti
anni. Aveva tanti aneddoti e storie da
raccontare, come solo lui sapeva fare.
Venezia mi ha fatto incontrare altri viaggiatori, turisti, passanti.
Ho conosciuto Fabry che si è scoperta artista a 50 anni e divulga la sua arte dipingendo i suoi colori su t-shirt, borse e scarpe. Non usa Facebook, come tiene a precisare questa bella signora con i capelli bianchi raccolti e azzurri per occhi ad illuminare la sala circondata di affreschi dove lavoro.
Thomas
dall’Austria che lavora il legno da sempre e lo racconta a me con i
suoi bei 30 anni, portati come solo qualcuno che gira il mondo con una sorta di
skate, ‘handmade’ (come tiene a precisare) con un tronco di
albero e la forma di quelle che ricorda un dinosauro marino in
emersione dall’acqua. Il 'branch bording' nato nel 2010 è considerato uno stile di vita olistico, un mix di natura e tecnologia.
Ho incontrato Cecilia da Sidney che ama il suo paese, ma ama altrettanto l’Italia perché da noi in Italia “si respira l’arte, l’energia”.
Maximilian di 65 anni originario di Monaco di Baviera che vive a Verona ed intaglia il legno.
Sabine e Michel francesi a Berlino che gestiscono un negozio di design e parlicchiano italiano.
Quando il lavoro che si svolge diventa un raccoglitore di storie ed emozioni è un regalo che facciamo a noi stessi. Perché le storie che ascoltiamo diventano parte del nostro bagaglio. Un bagaglio mai pesante, mai ingombrante, sempre pronto al viaggio.
Grazie Venezia!
Stay tuned!
The words will continue...





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